Abb: Trasferimento irriversibile.

Pubblicato da patriziabaffi il

Abb

Baffi (PD): “Trasferimento irreversibile: dopo tanti anni ci dimostrano che non c’è nessun legame con il territorio”

“Non sarà una crisi, né una delocalizzazione, ma per il territorio di San Martino in Strada e in generale per il lodigiano la chiusura dell’Abb Spa è sicuramente un brutto colpo”, è il commento di Patrizia Baffi, consigliere regionale del PD, al termine dell’audizione, chiesta da lei e tenutasi questo pomeriggio, in IV Commissione Attività produttive, in merito alla situazione aziendale della sede della multinazionale, con la proprietà, le organizzazioni sindacali e gli enti locali interessati.

da questo territorio
avete avuto molto
ma non si è creato
nessun legame”

“La proprietà è stata chiara: il trasferimento non è in discussione e intendono proseguire sulla loro strada. Hanno detto che non ci sono esuberi, ma le persone che dovranno essere spostate sono 64 e vengono un po’ da tutta la provincia – racconta Baffi –. Dal loro punto di vista l’esigenza è di natura organizzativa e finalizzata a rafforzare l’attività”.

Ma per Baffi, intervenuta durante l’audizione, la situazione è leggermente diversa: “Il nostro territorio sta soffrendo tantissimo perché ci sono aziende che chiudono per problemi produttivi e ci sono aziende, come l’Abb, che per una riorganizzazione globale fanno scelte diverse.

E quello che mi stupisce sempre è che queste realtà non riescano mai a sentirsi legate al territorio – ha detto agli interlocutori –. Pongo una riflessione alla proprietà: quello lodigiano è un territorio che vi ha accolti, in cui avete costruito, avete trovato e anche fatto crescere capitale umano, vi siete sviluppati, avete prodotto utili, ma non si è creato nessun legame. È la nostra amara constatazione”.

“le aziende che chiudono sono molte e non riescono a sentirsi legate al territorio”

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di San Martino Luca Marini: “Il comportamento dell’azienda ignora la forza lavoro di uno stabilimento e l’importanza del territorio sul quale insiste. E la dimostrazione sta nel fatto che il comune e il sindaco non sono nemmeno stati avvisati, anzi, personalmente non sono stato ammesso al tavolo della trattativa come istituzione.

Ecco perché dal nostro punto di vista la chiusura dello stabilimento è nata male: nel momento in cui non si vuole coinvolgere istituzioni e territorio, si troveranno sempre delle difficoltà”.

Il sindaco ha sottolineato anche due altri aspetti: “Intanto, non si parla di meno di 50 chilometri, ma di almeno 55, con i relativi costi di spostamento e disagi per i lavoratori e le loro famiglie. Inoltre, non si tratterà di una delocalizzazione, ma è evidente che svuotando progressivamente gli stabilimenti si tende a spingere il personale a ricollocarsi o comunque si riduce mano a mano la presenza su un territorio per rafforzarla su un altro.

Ed è ciò che sta avvenendo in Lombardia da un lato e in Bulgaria dall’altro”.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: