Fra paure e speranze

Pubblicato da patriziabaffi il

Due sono i protagonisti del nostro tempo: la paura e la speranza.

Compiamo un grave errore se non accettiamo, in un periodo contrassegnato da fenomeni epocali quali la grande crisi economica e sociale o i fenomeni immigratori, che il sentimento della paura e di un domani ricco di incertezze sia il primo sentimento di larga parte della popolazione dei paesi dell’Occidente, ulteriormente alimentato dalle incessanti campagne mediatiche dei movimenti populisti, sovranisti e nazionalisti, di destra.

Movimenti che ottengono risultati elettorali altissimi, mai registrati dal termine della seconda guerra mondiale, in larga parte del vecchio continente o di un grande Paese come gli USA.

La paura che ti assale di perdere il tuo lavoro, magari per gli effetti della delocalizzazione di molte attività produttive (fenomeno registrato anche nel nostro lodigiano): spesso e volentieri ti ritrovi a cinquant’anni senza un lavoro, ben lontano dall’età pensionabile, e non hai di fronte nessuna alternativa, nonostante la professionalità acquisita o le decine di domande di lavoro inviate.

La paura per il futuro dei tuoi figli o nipoti, costretti a fare i conti con lavori precari e mal retribuiti, dopo anni di studio e di sacrifici per acquisire quel sapere necessario oggi in vasti settori dell’industria 2.0.

La paura che ti assale quando raggiungi gli anni in cui emergono problemi sanitari e di fragilità, e ti ritrovi solo ad affrontare questa fase della tua esistenza, ben sapendo che anche l’alternativa di una struttura protetta ha rette che spesso una pensione non arriva a coprire.

La grande paura del nostro tempo: quella verso chi è diverso da noi, che alimenta nel nostro animo il timore che in qualche modo possa minare la nostra sicurezza, togliendoci qualcosa che “spetta a noi”.

Ho citato questi esempi per poter arrivare ad alcune riflessioni di natura politica, in primis sulla reazione e sulla capacità delle forze politiche del centro-sinistra, compreso il Partito Democratico, nell’affrontare questo profondo turbamento della società, e sull’incapacità di trovare delle risposte a questi sentimenti a cui arriva l’unica risposta “rassicurante” della Lega di Matteo Salvini.

Negli anni in cui abbiamo governato, a mio avviso, abbiamo commesso l’errore di non ammettere l’esistenza di queste paure, costruendo una comunicazione in cui si sottovalutavano le drammatiche fratture sociali esistenti e l’incremento delle diseguaglianze. Siamo stati incapaci di affrontare le tematiche dell’immigrazione e della sicurezza in modo alternativo e convincente di fronte agli occhi dell’opinione pubblica e dei ceti popolari, che ci hanno abbandonato nelle urne.

Ora è il tempo della consapevolezza e della umile ripartenza, affinando la capacità d’ascolto, pensando meno alle diatribe di partito e più alla gente, perché c’è bisogno del centro-sinistra e noi non ci rassegneremo al prevalere delle forze di destra.

Categorie: Generale

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