Autismo: stabilizzazione dei progetti sperimentali, ancora nessuna risposta

Pubblicato da Patrizia Baffi il

Approvata oggi all’unanimità in Commissione Sanità la proposta di risoluzione contenente determinazioni in ordine all’autismo al fine di garantire la piena applicazione dell’art 54 della legge 15 del 2016 per far fronte ad una patologia che si caratterizza con disturbi della socializzazione, della comunicazione verbale e non, dei comportamenti, e delle attività. Oggi grazie alla diagnosi precoce la patologia viene diagnosticata già nei primi mesi di vita e l’intervento tempestivo migliora sensibilmente il reinserimento della persona nel tessuto sociale durante la crescita. Questo però comporta un incremento continuo dei pazienti.

“Spiace che nel dispositivo del testo non si faccia alcun riferimento alla stabilizzazione dei progetti sperimentali”.

Così il consigliere Baffi al termine della seduta di Commissione svoltasi questa mattina.

“Da mesi mi sto dedicando al problema, vale a dire all’esigenza di dare certezza e stabilizzazione ai progetti sperimentali in essere, cosi’ come peraltro previsto nella delibera delle regole approvata dalla Giunta a Dicembre 2018”. La delibera prevedeva di stabilizzare i progetti sperimentali entro il 2019”.

Baffi aveva già incalzato l’assessore, relativamente alla stabilizzazione dei processi di sperimentazione, ponendo un Question Time in aula a Giugno, seguita poi anche da una lettera di ulteriore sollecito a Settembre.

“Il gruppo di approfondimento tecnico, cui faceva riferimento l’Assessore nella risposta, e che doveva individuare i modelli di intervento per la stabilizzazione dei progetti, ancora non ha prodotto gli esiti attesi; cosi’ mi è stato riferito questa mattina durante la seduta di commissione ad una mia precisa domanda”, aggiunge il consigliere. La stabilizzazione significa infatti dare certezza di continuità di presa in carico del paziente”.

“Il testo approvato e che ho votato, contiene diversi indirizzi migliorativi, come ad esempio identificare le priorità d’azione, potenziare la diagnosi precoce, avviare percorsi riabilitativi e assistenziali; attivare d’intesa con le associazioni famigliari, tutte le azioni per promuovere la Presa in carico integrata, attraverso la collaborazione tra gli assessorati competenti (Welfare, Politiche Sociali, Abitative e Disabilità, Politiche per la famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità, Istruzione e formazione, Lavoro) in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale. Non si fa nessun riferimento però ai progetti sperimentali citati nella delibera delle regole e che sono in attesa di essere stabilizzati”.

“Dobbiamo permettere la programmazione dei servizi sui territori, nell’interesse dei pazienti e delle loro famiglie e delle strutture che prestano le cure. Senza tali decisioni non si può dare certezza di programmazione del servizio sui territori e quindi sono a rischio le risposte ai pazienti”, conclude Baffi.


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