Treni: inaccettabile rinnovo

Pubblicato da Patrizia Baffi il

Italia Viva: “Trenord, inaccettabile il rinnovo del contratto. Serviva una gara”

Sorprende l’entusiasmo con cui la Giunta regionale lombarda ha riassegnato il contratto per il trasporto pubblico locale su rotaia a Trenord senza nemmeno passare attraverso una regolare gara d’appalto. Parliamo di una società che ha abituato i pendolari lombardi a ritardi importanti e a disservizi quotidiani e che costituisce un pesante ostacolo allo sviluppo di una mobilità regionale sostenibile. Nonostante tutto questo, Regione Lombardia ha scelto di rinnovare l’incarico per altri 9 anni a 5 miliardi di euro (con un netto aumento dei sussidi che i contribuenti lombardi andranno a versare alla società di trasporto). Ricordiamo che Regione Lombardia si trova contemporaneamente ad essere cliente e proprietaria al 50% di Trenord, creando un palese conflitto di interesse che danneggia soprattutto i consumatori e i cittadini che un’istituzione come Regione dovrebbe tutelare.

La situazione lombarda risulta analoga a quella veneta: invece di tutelare i propri cittadini aprendo il loro mercato ferroviario ad operatori più efficienti, le giunte regionali a guida leghista continuano ad attuare scelte protezioniste, che penalizzano gli utenti. La storia recente dimostra che, se venissero bandite delle gare veramente aperte, si stimolerebbe anche la nascita di nuovi operatori competitivi, come avvenne con Italo Treno ai tempi della liberalizzazione delle tratte ad Alta Velocità. Là dove invece si scelse di proteggere il monopolista, si danneggiano le nascenti aziende italiane, come nel caso del fallimento di ArenaWays.

Come Italia Viva chiediamo che si apra una riflessione generale sul modello di trasporto pubblico locale in Lombardia: oggi i 2 maggiori attori, ATM e Trenord, percepiscono oltre 900 milioni di Euro di sussidi, a cui vanno a sommarsi gli incassi derivanti da biglietti e abbonamenti. L’obiettivo dovrebbe essere una seria liberalizzazione del trasporto pubblico locale: dove ciò è avvenuto (ad esempio in Germania), sono drasticamente diminuiti i sussidi pubblici percepiti dalle aziende ferroviarie. Perché non proporre un simile modello anche in Lombardia, così da tutelare al contempo gli utenti del servizio e i contribuenti?


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