RIFORMA SANITARIA Il potenziamento dei Distretti sanitari territoriali risolverebbe anche i problemi del lodigiano nell’ATS Città Metropolitana

Pubblicato da Patrizia Baffi il

“Come sostengo da tempo il potenziamento dei Distretti sanitari territoriali deve essere il fulcro della revisione della L.R. 23/2015: ciò risolverebbe anche i tanti problemi che il lodigiano ha vissuto in un’area così vasta come quella di ATS Città Metropolitanadichiara il Consigliere Regionale lodigiano Patrizia Baffi, componente della Commissione Sanità.

“Gli esperti confermano infatti la mia tesi: il punto cardine della revisione della riforma sanitaria deve essere il potenziamento dei Distretti territoriali” prosegue il Consigliere Regionale “Questo è quanto è emerso questa mattina dalle audizioni del Prof. Giuseppe Remuzzi, facente parte del comitato dei “saggi”,  del Direttore Generale di Agenas Dott. Domenico Mantoan e del Dott. Vittorio Carreri, coordinatore del Movimento culturale per la difesa e il miglioramento del Servizio Sanitario ed esperto di prevenzione pubblica”.

“Come ho già avuto modo di ribadire in più occasioni, ultima tra tutte nel corso della relazione del Direttore Generale Welfare a commento del documento di AGENAS sulla riforma lombarda, occorre investire nei Distretti affinchè siano adeguatamente dotati di risorse, di strumenti e delle competenze professionali necessarie per superare l’attuale assetto fortemente centrato sull’ospedale, che ha mostrato tutti i suoi limiti, e quello che è stato il vero fallimento della L.R. 23/2015: una presa in carico della persona che è rimasta solo sulla carta” sottolinea Patrizia Baffi.

Occorre ridisegnare la funzione chiave del Distretto come ambito territoriale ideale per garantire una risposta assistenziale integrata ai reali bisogni di cura e assistenza dei cittadini e delle fasce più fragili e vulnerabili della popolazione, con un ruolo centrale nella rilevazione dei bisogni, nell’organizzazione dei servizi e nell’integrazione ospedale-territorio” prosegue Patrizia Baffi “Gli ambiti territoriali devono essere congrui con la suddivisione amministrativa, per garantire l’integrazione sanitaria ed una stretta relazione con i Comuni che va alimentata e sviluppata, e di dimensioni ragionevoli che potrebbero essere ben definite in 60-100.000 abitanti

“Anche la gestione della cronicità va ricondotta ai Distretti, così come la riorganizzazione delle Cure Primarie, che dovrebbero diventare per i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta, ma anche per tutti i professionisti sociosanitari coinvolti, un luogo di formazione e ricerca sul campo, con progetti di ricerca proposti e condotti da e per le Cure Primarie”evidenzia il Consigliere Regionale “Elemento imprescindibile della riorganizzazione l’utilizzo di formule innovative come la telemedicina, la farmacia dei servizi, l’innovazione tecnologica per facilitare la comunicazione, la condivisione dei dati e delle conoscenze e la gestione integrata dei pazienti, attraverso una adeguata gestione del fascicolo sanitario”, conclude.

Milano, 31 Marzo 2021


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