Da Regione Lombardia alcune risposte, ma la sofferenza del comparto agricolo necessiterebbe azioni più incisive e strutturali

Pubblicato da Patrizia Baffi il

“In Consiglio Regionale sono state comunicate le azioni messe in campo da Regione Lombardia di fronte alla crisi idrica in corso, che tuttavia non sono evidentemente esaustive rispetto alle esigenze di un comparto agricolo in grave sofferenza. Se alcune attività in campo ai bacini idroelettrici non possono essere interrotte, sarebbe doveroso dare priorità concreta all’uso agricolo dell’acqua, come stabilito anche dal decreto legislativo n. 152 del 2006 in materia di ambiente: nei periodi di siccità e scarsità idrica, deve essere garantita dopo il consumo umano la priorità dell’uso agricolo”.

Così Patrizia Baffi, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia, sul tema dell’emergenza idrica affrontato anche nel Consiglio Regionale di ieri.

“Dopo la discussione in Commissione Agricoltura, il tema è stato oggetto di confronto nel Consiglio Regionale di ieri, dove sono state comunicate alcune azioni messe in campo. In particolare, la deroga parziale al deflusso minimo vitale – che verrà rilasciata entro massimo 10 giorni – è stata resa effettiva con delibera di giunta, dopo la decisione, in accordo con gli agricoltori, di posticipare la stagione irrigua di 15 giorni, che ha permesso di innalzare il livello del lago di Como di 60 centimetri: con l’inizio dei rilasci di acqua per le irrigazioni in corso, il lago di Como cala di 10 centimetri al giorno, tenendo conto che ogni centimetro cuba un milione e mezzo di metri cubi di acqua. Per meglio ottimizzare la gestione, è stato inoltre modificato il meccanismo di ingresso e uscita dell’acqua lacustre: in uscita dal lago è stata ridotta la portata a 150 metri cubi al secondo, mentre in ingresso la portata è stata aumentata da 50 a 70 metri cubi, attraverso un accordo con i gestori dei bacini idroelettrici: queste azioni possono garantire, forse, di tamponare l’emergenza idrica, ma non sono certamente risolutive rispetto ai pesanti impatti anche sul comparto agricolo del Lodigiano, provincia a vocazione agricola nella regione più agricola d’Italia”.

“Il problema a monte resta– conclude Patrizia Baffi -: non ci sono riserve di acqua e determinate attività in capo ai bacini idroelettrici non possono essere interrotte, a fronte di esigenze del comparto agricolo che non possono passare in secondo piano. Se al momento con i gestori dei bacini idroelettrici si sono trovate soluzioni attraverso un dialogo costruttivo, la legge regionale prevede che a partire dal 2023 nei rinnovi delle concessioni ai gestori degli impianti idroelettrici possano essere inserite deroghe in merito all’utilizzo dell’acqua per necessità agricole oltre che per produzione di energia: questa sarà una priorità che Regione Lombardia dovrà accompagnare con intelligenti negoziazioni con gli enti gestori del comparto idroelettrico”.

Milano, 14 giugno 2022


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