Rischio chiusura per le RSA

Pubblicato da Patrizia Baffi il

Baffi (Italia Viva): “In queste condizioni le strutture residenziali sociosanitarie rischiano la chiusura”

“Condivido le forti preoccupazioni dei rappresentanti delle strutture residenziali sociosanitarie che, nel contestare le carenze della recente delibera adottata dalla Giunta Regionale lo scorso 9 giugno, che definisce le linee di indirizzo per affrontare la fase 2 in ambito sociosanitario, evidenziano come Regione Lombardia con tale atto attribuisca responsabilità e nuove incombenze alle strutture senza prevedere alcun impegno regionale preciso a fronte dei minori introiti dovuti alla mancata copertura dei posti letto rimasti vuoti” dichiara il Consigliere Regionale di Italia Viva Patrizia Baffi, a margine delle audizioni svolte con i rappresentanti del settore questa mattina in Commissione III.

“Se è vero che la nuova DGR prevede la riapertura a nuovi ingressi, dopo tre mesi di blocco totale, è fin d’ora evidente che le nuove e più articolate procedure allungheranno i tempi di inserimento per i nuovi ospiti, impedendo così alle strutture, quali RSA e RSD, di poter garantire una tempestiva saturazione dei posti letto che è ciò che permette di garantire gli equilibri di bilancio” prosegue l’esponente di Italia Viva “La delibera, pur affrontando le modalità di riconoscimento di maggiori spese sostenute per garantire il contenimento del contagio e la sicurezza degli ospiti all’interno delle strutture nel corso dell’emergenza, lascia ancora una grande incertezza nell’ambito delle entrate di bilancio riguardo alla quota giornaliera del Servizio Sanitario Nazionale che Regione Lombardia corrisponde alle strutture per ciascun posto letto occupato, un aspetto economico che continua ad essere centrale: alle strutture residenziali in relazione ai posti non occupati verranno a mancare le rette e le quote regionali”

“Il primo atto con cui in Consiglio Regionale è stato affrontato il tema è stata la Risoluzione COVID, adottata in aprile, in occasione della quale ho posto tempestivamente in discussione un emendamento con cui si impegna la Giunta regionale a garantire alle strutture tali entrate. Ad oltre due mesi di distanza Regione Lombardia non ha ancora tradotto in atti concreti l’impegno a definire le modalità di tale intervento che deve essere affrontato con urgenza, al fine di escludere il rischio di incremento delle rette” prosegue l’esponente di Italia Viva.

Ma c’è un altro importante interrogativo che deve essere necessariamente affrontato: le ATS, che in questo quadro critico e complesso hanno oltretutto comunicato che procederanno ad una riduzione dal 95 al 90 per cento sugli acconti destinati agli erogatori privati, accreditati e a contratto, che ruolo hanno?Al momento non è prevista alcuna corresponsabilità nelle procedure che sono impropriamente attribuite ai soli enti erogatori” evidenzia Patrizia Baffi.

E’ necessario che Regione Lombardia intervenga con urgenza, ripartendo dal confronto, che è mancato nei mesi scorsi e che è stato sollecitato con una richiesta di incontro anche dai responsabili delle RSA del lodigiano” prosegue Patrizia Baffi “per affrontare un grande tema che è prima di tutto sociale: sostenere le strutture residenziali sociosanitarie che diversamente corrono il rischio concreto di entrare in una crisi senza via d’uscita con le conseguenti ripercussioni, oltre che sui livelli occupazionali, sulle famiglie e sui componenti più fragili della nostra società, anziani e disabili non autosufficienti, di cui quotidianamente si prendono cura coloro che operano in queste realtà”, conclude.


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