Tutela dei pazienti oncologici

Pubblicato da Patrizia Baffi il

Baffi (Italia Viva): “I pazienti oncologici non possono passare in secondo piano

Con una mozione trasversale, che ho elaborato insieme agli altri membri dell’Intergruppo consiliare regionale per la Lotta contro il cancro in seguito all’incontro avvenuto lunedì 23 novembre con diverse associazioni (tra le quali ‘Salute donna’) e i medici delle unità operative, e che e’ stata approvata ieri in aula all’unanimità, abbiamo chiesto a Regione Lombardia che metta in campo azioni affinché i pazienti oncologici e lo screening non passino in secondo piano, anche in questa fase così difficile dovuta all’emergenza Covid”dichiara il Consigliere Regionale di Italia Viva Patrizia Baffi.

“Le associazioni e i medici hanno sollevato alcune problematiche a cui la mozione prova a dare una risposta: innanzitutto, è necessario che le strutture private, che a pieno regime stanno erogando prestazioni a pagamento anche in ambito oncologico, si mettano a disposizione del pubblico in modo da aiutarlo a fornire quello screening e quelle visite di controllo che risultano fermi in questa fase. In secondo luogo, si chiede il rinnovo automatico fino al 31 dicembre 2021 di tutte le esenzioni previste per i malati oncologici” prosegue Patrizia Baffi “Infine, si sottolinea l’importanza di realizzare adeguate campagne informative volte a rafforzare la percezione di sicurezza dei percorsi ospedalieri in relazione al Covid”conclude.

Il numero di persone che in Italia vivono con una diagnosi di tumore nel 2020 è stato stimato essere di circa 3,6 milioni; a livello nazionale vengono diagnosticati circa 370.000 nuovi casi di tumori maligni all’anno, un numero assoluto in aumento, al quale si affiancano una riduzione dei tassi di mortalità legata ai progressi ottenuti in ambito diagnostico terapeutico e di prevenzione; secondo quanto evidenziato anche dalla letteratura scientifica internazionale, la pandemia da Covid-19 ha determinato a livello globale un inevitabile impatto sulle diagnosi, gli screening e i trattamenti di altre patologie nonché sulla vita quotidiana dei pazienti, compresi quelli neoplastici; per le patologie oncologiche, il generale rallentamento delle attività connesse al loro trattamento è stato determinato sia dal coinvolgimento diretto e indiretto delle strutture sanitarie nel contrasto e nella gestione della pandemia da Covid-19, sia dall’esigenza di contemperare per i malati oncologici la necessità di trattamenti quanto più possibile tempestivi e organizzati con quella di tutelarne la fragilità, considerato che nei pazienti neoplastici il decorso dell’infezione da SARS Cov-2 risulta più sfavorevole sotto il profilo del fabbisogno di ricovero in terapia intensiva e del tasso di mortalità complessivo per tale tipologia di pazienti, che alcuni studi internazionali hanno rilevato essere oltre il 25 per cento.

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