RIFORMA SANITARIA

Pubblicato da Patrizia Baffi il

RIFORMA DEL SISTEMA SOCIOSANITARIO LOMBARDO

Baffi (Gruppo Misto Regione Lombardia): “Rivedere il modello organizzativo del sistema sociosanitario lombardo e rafforzare i Distretti territoriali”

“Oggi in Commissione Sanità ho sostenuto a gran voce che i Distretti dovranno essere incardinati nelle ASST con nuovi meccanismi di coordinamento e con un fondamentale ruolo di integrazione sociosanitaria e socio assistenziale in grado di garantire sia il livello di erogazione dei servizi che il governo dei processi trasversali di continuità assistenziale tra ospedale e territorio” dichiara il Consigliere Regionale a latere dei lavori della Commissione di cui è componente“in stretta e costante collaborazione con le strutture e le unità di offerta presenti a livello locale su cui è sempre più importante costruire una rete”.

“Rivedere la governance tecnico-politica del sistema sociosanitario lombardo, rafforzare il ruolo dei Distretti e la medicina del territorio, sono solo alcune delle proposte che questa mattina ho esposto, in occasione della relazione presentata dal Direttore Generale Trivelli a commento del documento di AGENAS sulla riforma lombarda” prosegue il Consigliere Regionale “La riforma ha introdotto un modello innovativo che non è stato in grado di raggiungere gli obiettivi proposti e che oggi, al termine dei cinque anni di sperimentazione, deve necessariamente essere messo in discussione e rivisto”.

“In Regione Lombardia occorre ricomporre ad unitarietà le competenze in ambito socio-sanitario e socio-assistenziale, anche con riferimento al tema della disabilità” evidenzia il Consigliere Regionale “L’attuale allocazione delle tematiche su tre assessorati distinti, come ho già avuto modo di sottolineare in diverse occasioni, condiziona negativamente in termini di efficacia l’azione politica e di conseguenza i risultati degli interventi attivati in campo sociosanitario, una inopportuna suddivisione su cui devo purtroppo rilevare che non è stata fatta alcuna riflessione neppure nella recentissima riorganizzazione della Giunta regionale, che ha riconfermato il frazionamento di tali deleghe” prosegue Patrizia Baffi“Una frammentazione della governance che anche dal punto di vista tecnico – con la separazione delle funzioni tra ATS e ASST – porta ad uno sfilacciamento della catena di comando e ad una risposta non coordinata e non pienamente efficace da parte degli erogatori del sistema ai bisogni della popolazione”.

“Anche gli indicatori presi in esame evidenziano alcuni aspetti che sono il risultato delle carenze dell’attuale sistema, su cui occorre fare qualche riflessione: il modello promosso in via sperimentale, che ha prodotto una iniziale decrescita della percentuale di ospedalizzazione, negli ultimi anni non ha fatto registrare alcun miglioramento sul tasso dei ricoveri ospedalieri così come risulta in decrescita il dato sull’assistenza domiciliare, mentre sembrerebbe in aumento la mobilità attiva verso il privato accreditato a scapito del pubblico” rileva infine Patrizia Baffi.

Gli ambiti su cui lavorare per una adeguata revisione della L.R. 23 2015 di riforma del sistema sociosanitario lombardo sono molti: occorre quindi avviare i lavori in Consiglio Regionale il prima possibile, in quanto su questo fronte siamo già ampiamente in ritardo, assicurando il pieno coinvolgimento delle minoranze” conclude.

Milano, 12 Gennaio 2021


1 commento

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Alberto Bertolini · 5 Febbraio 2021 alle 22:57

Buonasera Patrizia,
rinnovandoti la mia disponibilità a darti una mano per il grosso impegno al quale ti stai accingendo a prestarti, sommariamente elenco solo alcuni dei punti che a mio parere sono da affrontare oltre a quelli ai quali hai già accennato.
– E’ indispensabile, nell’ottica di potenziare la sanità territoriale, rivedere ed efficientare l’area della prevenzione con una visione volta al potenziamento della capillarità della presenza di presidi sanitari ambulatoriali distinti dagli ospedali anche al fine di abbattere le liste di attesa.
– Implementare una netta distinzione di governance fra la gestione delle strutture ospedaliere ed i presidi territoriali.
– Occorre rivedere profondamente il ruolo ed inquadramento dei MMG.
– E’ necessario ridare ruolo e risorse ai Consultori inquadrandoli con una governance territoriale.
– Affrontare la cronicità con visione integrata fra i presidi erogatori delle diverse prestazioni interessate, dai consultori alle residenze sanitarie assistenziali, dalla telemedicina all’assistenza domiciliare ecc.
– Inoltre, poiché l’inefficienza dell’area della gestione amministrativa è sotto gli occhi di tutti e dimostrata dai dati di benchmark fra le incidenza dei costi della gestione amministrativa fra un ospedale a gestione pubblica ed uno, di simili attività, di gestione privata (35% nel primo e meno del 5% nel secondo), sfruttando anche i previsti investimenti per la digitalizzazione, è possibile e fattibile rivedere integralmente l’organizzazione delle amministrazioni con interventi ERP (Enterprise Resource Planning).
– Considerare di rendere più integrata possibile l’attività di ricerca dei ben 17 IRCCS Lombardi con una messa a fattor comune delle best practices di ognuno di essi,
E molto altro ancora.
Sono desideroso di conoscere il tuo parere. Un abbracci.
Alberto Bertolini

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