RIFORMA SANITARIA: Inaccettabile il ritardo nell’avvio dei lavori

Pubblicato da Patrizia Baffi il

“Ho sollecitato la presentazione in Commissione Sanità della proposta di revisione della L.R. 23 2015, sottoscrivendo la richiesta depositata ieri dalle minoranze al Presidente Monti” dichiara il Consigliere Regionale lodigiano Patrizia Baffi “E’ inaccettabile il ritardo nell’avvio dei lavori: occorre che la Giunta condivida al più presto la proposta per poter aprire il dibattito ed il confronto nella sede che è deputata alla funzione legislativa, il Consiglio Regionale, consentendo il pieno coinvolgimento delle minoranze su una riforma che assume ancor più importanza dopo questo anno di gestione dell’emergenza, che ha messo in luce, oltre alle potenzialità del sistema sociosanitario lombardo, anche i relativi punti di debolezza”.

Occorre innanzitutto potenziare il polo territoriale attribuendo maggiore autonomia rispetto a quella attuale, ne parlo con particolare riferimento al territorio lodigiano, che in questi anni ha sofferto nell’accorpamento con ATS Città Metropolitana, ma non sarebbe l’unica realtà a trarne beneficio” evidenzia Patrizia BaffiQuesto richiede investimenti e un indirizzo chiaro dalla Giunta, affinchè la legge non resti solo una dichiarazione di intenti”.

“Le raccomandazioni presentate oggi in Commissione Sanità dal Prof. Vago, esperto e componente della cosiddetta “Commissione dei saggi” che in relazione alla revisione della normativa ha sviluppato un apposito studio, hanno confermato le mie convinzioni sull’importanza strategica dei Distretti, individuati come sedi deputate al raccordo con le cure primarie, all’integrazione sociosanitaria e alla gestione del paziente cronico di bassa e media gravità”prosegue Patrizia Baffi a latere dei lavori della Commissione di cui è componente “e sulla necessità di intervenire sulla governance e la filiera decisionale”.

“Ritengo che i Distretti siano uno strumento fondamentale per potenziare la medicina del territorio, quindi le cure primarie, la presa in carico, le strutture di cura intermedie tra ospedale e domiciliarità, in stretta e costante collaborazione con i Medici di Medicina Generale e le strutture e le unità di offerta sociosanitarie presenti a livello locale su cui è sempre più importante costruire una rete. Occorrerà a questo proposito rivedere innanzitutto la delibera sulla cronicità, che non può essere gestita a livello ospedaliero o da privati, ma deve essere ricondotta ai Medici di Medicina Generalesottolinea il Consigliere Regionale “e, come ho già avuto modo di sottolineare in diverse occasioni, in tema di governance ritengo necessario ricomporre ad unitarietà le competenze in ambito sociosanitario e socioassistenziale, anche con riferimento al tema della disabilità. L’attuale allocazione delle tematiche su tre assessorati distinti condiziona negativamente in termini di efficacia l’azione politica e di conseguenza i risultati degli interventi attivati in campo sociosanitario, una inopportuna suddivisione riconfermata anche nella recentissima riorganizzazione della Giunta regionale”.

“La riforma ha introdotto un modello innovativo che non è stato in grado di raggiungere gli obiettivi proposti e che oggi, al termine dei cinque anni di sperimentazione, deve necessariamente essere messo in discussione e rivisto a partire proprio da questi aspetti, che non sono certo esaustivi delle tematiche da sviscerare” evidenzia il Consigliere Regionale “accompagnando, come giustamente evidenziato nelle raccomandazioni presentate oggi in Commissione, la revisione della norma da un piano che preveda risorse, strumenti, tempistiche e fasi di realizzazione: non ci possiamo permettere che gli intenti rimangano solo sulla carta”.

Gli ambiti su cui lavorare per una adeguata revisione della L.R. 23 2015 di riforma del sistema sociosanitario lombardo sono molti: occorre quindi avviare i lavori in Consiglio Regionale il prima possibile, solo così si potrà rendere effettivamente utile il confronto e i lavori della Commissione Sanità, considerati anche i tempi individuati dal Ministero per apportare i dovuti correttivi alla normativa regionale” conclude.

Milano, 24 Febbraio 2021


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