FOTOVOLTAICO A TERRA – servono scelte coraggiose per tutelare il suolo agricolo

Pubblicato da Patrizia Baffi il

Le motivazioni con cui il Consiglio di Stato è intervenuto negando l’autorizzazione per un campo fotovoltaico in provincia di Pavia rappresentano l’indicazione di una strada che nel Lodigiano è già stata intrapresa e ne confermano la solidità. La giurisprudenza, ora, sia un segnale forte per la politica e per le Istituzioni. Come avevo già sostenuto concretamente con un’interpellanza in Consiglio regionale sul Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) e con due emendamenti a modifica e integrazione dei contenuti dell’Atto di indirizzi per la definizione del Programma Regionale Energia Ambiente e Clima (PREAC), servono più tutele per il suolo agricolo e limitazioni più stringenti alla possibilità di installare impianti fotovoltaici ‘a terra’ su suolo agricolo”, anche per le aree non “di pregio” per le quali sono gia’ previste le dovute restrizioni”.

Così Patrizia Baffi, Consigliere Regionale lodigiano di Fratelli d’Italia, interviene sul caso della sentenza nella quale il Consiglio di Stato – negando un’autorizzazione all’insediamento di pannelli fotovoltaici a terra in provincia di Pavia – ha indicato la nota regionale con cui la provincia di Lodi aveva rifiutato alla stessa azienda un insediamento di pannelli ‘a terra’ nel territorio agricolo di Codogno. 

Il fatto che il Consiglio di Stato indichi quella nota alla base del proprio pronunciamento è un segnale importante – continua Patrizia Baffi – anche per il territorio, sul quale sono sempre più urgenti indirizzi e disposizioni regionali chiare, in quanto sui vincoli gli Amministratori locali e i Sindaci non hanno potere decisionale autonomo. Ecco perché auspico che nel nascituro PREAC, attualmente in fase di predisposizione, vengano previste limitazioni più stringenti in relazione alla possibilità di installare impianti fotovoltaici ‘a terra’, contemperando le politiche di valorizzazione delle energie rinnovabili con quelle di tutela del suolo agricolo. Il PREAC è proprio lo strumento di pianificazione in cui si devono da una parte definire le ‘aree non idonee’ all’installazione di specifiche tipologie di impianti a fonte rinnovabile e dall’altra individuare gli ‘impianti non idonei’ e gli ‘impianti istruibili’ per ciascuna delle categorie in cui sono classificate le aree stesse. Tutto questo serve a dare strumenti e risposte alle tante amministrazioni locali del territorio Lodigiano con cui mi confronto da tempo, visto il proliferare di richieste di installazione di fotovoltaico ‘a terra’ che rendono sempre più difficoltosa la tutela dei territori agricoli nella prima regione agricola del nostro Paese”.

Milano, 25.05.2021

FOTOVOLTAICO A TERRA

“Giurisprudenza dà un segnale forte alla politica: servono scelte coraggiose per tutelare il suolo agricolo”

Le motivazioni con cui il Consiglio di Stato è intervenuto negando l’autorizzazione per un campo fotovoltaico in provincia di Pavia rappresentano l’indicazione di una strada che nel Lodigiano è già stata intrapresa e ne confermano la solidità. La giurisprudenza, ora, sia un segnale forte per la politica e per le Istituzioni. Come avevo già sostenuto concretamente con un’interpellanza in Consiglio regionale sul Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) e con due emendamenti a modifica e integrazione dei contenuti dell’Atto di indirizzi per la definizione del Programma Regionale Energia Ambiente e Clima (PREAC), servono più tutele per il suolo agricolo e limitazioni più stringenti alla possibilità di installare impianti fotovoltaici ‘a terra’ su suolo agricolo”, anche per le aree non “di pregio” per le quali sono gia’ previste le dovute restrizioni”.

Così Patrizia Baffi, Consigliere Regionale lodigiano di Fratelli d’Italia, interviene sul caso della sentenza nella quale il Consiglio di Stato – negando un’autorizzazione all’insediamento di pannelli fotovoltaici a terra in provincia di Pavia – ha indicato la nota regionale con cui la provincia di Lodi aveva rifiutato alla stessa azienda un insediamento di pannelli ‘a terra’ nel territorio agricolo di Codogno. 

Il fatto che il Consiglio di Stato indichi quella nota alla base del proprio pronunciamento è un segnale importante – continua Patrizia Baffi – anche per il territorio, sul quale sono sempre più urgenti indirizzi e disposizioni regionali chiare, in quanto sui vincoli gli Amministratori locali e i Sindaci non hanno potere decisionale autonomo. Ecco perché auspico che nel nascituro PREAC, attualmente in fase di predisposizione, vengano previste limitazioni più stringenti in relazione alla possibilità di installare impianti fotovoltaici ‘a terra’, contemperando le politiche di valorizzazione delle energie rinnovabili con quelle di tutela del suolo agricolo. Il PREAC è proprio lo strumento di pianificazione in cui si devono da una parte definire le ‘aree non idonee’ all’installazione di specifiche tipologie di impianti a fonte rinnovabile e dall’altra individuare gli ‘impianti non idonei’ e gli ‘impianti istruibili’ per ciascuna delle categorie in cui sono classificate le aree stesse. Tutto questo serve a dare strumenti e risposte alle tante amministrazioni locali del territorio Lodigiano con cui mi confronto da tempo, visto il proliferare di richieste di installazione di fotovoltaico ‘a terra’ che rendono sempre più difficoltosa la tutela dei territori agricoli nella prima regione agricola del nostro Paese”.

Milano, 25.05.2021


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