Occorre prevedere la compartecipazione dello Stato alle spese per i minori in comunità

Pubblicato da Patrizia Baffi il

Dobbiamo sostenere i Comuni che si accollano l’onere economico per il mantenimento dei minori allontanati dalle famiglie sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria, per i quali, a loro tutela, viene disposto quale forma di protezione il collocamento in comunità: è doveroso prevedere la compartecipazione dello Stato ai costi delle prestazioni offerte dagli enti localidichiara Patrizia Baffi, Consigliere Regionale lodigiano di Fratelli d’Italia Ed è a tal fine che ho votato a favore della mozione approvata oggi in aula consiliare, che va proprio in questa direzione”.

La realizzazione di servizi per i minori rappresenta un costo ingente e a volte insostenibile per i Comuni responsabili della organizzazione e della gestione del sistema di protezione e di cura dei minori, che nell’arco di un anno può raggiungere importi che possono arrivare anche a 55.000 euro per ciascun minore,e l’onere è tanto più gravoso quanto è maggiore il numero dei casi per cui viene disposta la forma di protezione” prosegue il Consigliere Regionale“Un fenomeno che registra purtroppo numeri importanti e in aumento in questi ultimi anni, e che tende sempre più a mettere in difficoltà soprattutto i piccoli Comuni: sulla base dell’ultimo report, elaborato nel luglio 2021, al 31 dicembre 2019 in Italia risultavano infatti 27.608 i minori collocati fuori famiglia di cui 14.053 in comunità. Anche in Lombardia il dato è rilevante: nell’ultimo anno si stimano circa 2.850 minori ospitati in strutture residenziali, per una spesa complessiva quantificabile in 150 milioni di euro.

Ma per favorire una razionale ed efficace valutazione delle misure da porre in essere e una quantificazione realistica delle risorse necessarie, occorre affrontare anche il tema della rilevazione dei dati, in quanto la disponibilità di informazioni in questo momento è disomogenea e deriva dalla presenza di più fonti, ognuna con proprie caratteristiche, gestite prevalentemente dalle Regioni e dai Comuni” sottolinea Patrizia BaffiRitengo quindi necessario sollecitare a livello nazionale la creazione di un sistema informativo unitario, che consenta di disporre di un censimento dei minori accolti in comunità o in affidamento familiare, sulla base di dati omogenei e aggiornabili in tempo reale. Una base conoscitiva indispensabile per una valutazione reale dell’entità del fenomeno, della sua evoluzione e dell’efficacia delle politiche da mettere in atto”, conclude.

Milano, 1 Febbraio 2022


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