Su allarme del comparto socio-sanitario c’è impegno condiviso con le strutture per risposte concrete da Regione e Governo

Pubblicato da Patrizia Baffi il

“L’appello delle strutture del comparto socio-sanitario del Lodigiano rispetto alla carenza di personale infermieristico è oggetto da parte mia di un costante confronto con gli Operatori del settore del nostro territorio. Già nell’aprile 2021 avevo formulato all’Assessore al Welfare una lettera in cui suggerivo di prendere in considerazione la possibilità di dare maggiore formazione e più competenze ad alcune figure professionali del comparto socio-sanitario per sopperire in parte alla carenza degli infermieri. Nei mesi scorsi ho nuovamente incontrato alcune RSA e mi sono fatta portavoce di una proposta da loro elaborata e sottoscritta che ho consegnato personalmente al DG Welfare Pavesi, nella quale le stesse strutture ribadiscono l’opportunità, per affrontare questo momento di carenza di personale, di dare maggiori funzioni ad alcune figure professionali”.  

Così Patrizia Baffi, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Sanità di Regione Lombardia in merito all’allarme lanciato da alcune strutture socio-sanitarie del Lodigiano rispetto alla carenza di personale infermieristico.

Il comparto socio-sanitario nella nostra regione soffrono in particolar modo la carenza di infermieri – continua Patrizia Baffi –anche a causa della migrazione del personale verso strutture ospedaliere che offrono maggior stabilità lavorativa e una remunerazione più elevata. Occorre quindi intervenire parallelamente su più fronti e con urgenza. L’opportunità di elevare la professionalità di alcuni operatori come i sociosanitari nelle strutture quali RSA e RSD, pur mantenendo i dovuti ruoli di responsabilità, è una delle strade da percorrere per arginare un’emergenza che non è risolvibile con il solo incremento delle domande di iscrizione ai corsi di laurea in infermieristica. A questo proposito, una proposta potrebbe essere anche quella di prevedere che le ore di tirocinio dei ragazzi del corso di laurea in Infermieristica di Lodi, recentemente inaugurato, potessero essere svolte anche nelle nelle  RSA e nelle RSD del territorio e non solo negli ospedali”.

“Resta poi sul tavolo anche la possibilità di impiegare nelle strutture socio-sanitarie persone provenienti dall’Ucraina e in possesso di idonei requisiti formativi e professionali – conclude Patrizia Baffi –. Le normative nazionali ed europee in merito all’accesso al lavoro dei rifugiati possono aprire scenari concreti che vanno presi in considerazione: la Direttiva 2001/55 CE, l’Ordinanza 872/2022 della Protezione Civile e il Decreto Legge 21/2022 e la raccomandazione 2022/554 della Commissione Europea disegnano un quadro in cui donne e uomini provenienti dall’Ucraina, paese con un alto tasso di scolarizzazione e formazione anche in ambito assistenziale, potrebbero essere oggi risorse importanti, dopo un’attenta valutazione dei requisiti di cui sono in possesso, anche come assistenti sanitari”. 

Milano, 15 aprile 2022


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