Su Disturbi Specifici Apprendimento prosegue percorso per garantire inclusione e risorse alle famiglie

Pubblicato da Patrizia Baffi il

“Questa settimana in Commissione Sanità è stato rimesso al centro il tema dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, sul quale Regione Lombardia ha legiferato nell’ottobre 2019 con l’obiettivo di favorire inclusione, formazione e accompagnamento concreto alle famiglie con bambini affetti da tali disturbi. Sul tema è in atto un percorso, purtroppo rallentato dall’emergenza Covid, volto all’individuazione degli strumenti attuativi, compreso il regolamento del Comitato Tecnico Regionale DSA sottoposto ieri ai componenti della Commissione Sanità. Fondamentale sarà la realizzazione, per la promozione della diagnosi precoce, di una stretta collaborazione tra strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, pediatri di libera scelta (PLS), istituzioni scolastiche, istituzioni universitarie, sistema di istruzione e formazione professionale regionale, famiglie e associazionismo, così come la promozione di attività di screening e di individuazione precoce dei segnali predittivi di DSA per i soggetti che frequentano l’ultimo anno della scuola dell’infanzia e il primo anno della scuola primaria. Come avevo già affermato in sede di voto della Legge regionale, è importante che a tutto questo corrispondano fondi adeguati per le famiglie”.

Così Patrizia Baffi, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Sanità in merito al PAR n. 128 “Determinazioni in ordine alla proposta di Regolamento del Comitato Tecnico Regionale Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)” discusso nella seduta di Commissione.

“La LR 17/2019 persegue due obiettivi principali: favorire diagnosi precoci dei disturbi specifici di apprendimento e realizzare misure didattiche di supporto per aumentare il livello di inclusione sociale e pari opportunità per i soggetti con DSA e ridurre le diagnosi tardive, attraverso il miglioramento delle carriere scolastiche e lavorative dei beneficiari, la professionalizzazione degli operatori coinvolti e il conseguente affinamento delle diagnosi. – continua Patrizia Baffi –.Il Comitato deve essere strumento dinamico, partecipato, interdisciplinare, capace di coniugare Istituzioni, mondo sanitario e scolastico, famiglie. Associazioni, Enti locali. E, soprattutto, come avevo richiesto in sede di approvazione della Legge regionale, è fondamentale garantire risorse adeguate per coprire il fabbisogno di ogni unità familiare nella gestione dei percorsi di accompagnamento”. 

Milano, 21 aprile 2022


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