Il DL Aiuti ignora il Terzo settore di fronte a rincari che ne mettono a rischio la sopravvivenza

Pubblicato da Patrizia Baffi il

“Nessun ristoro contro il caro-energia per le realtà non profit che gestiscono servizi di assistenza residenziale, i trasporti sociali e sanitari, o che si prendono cura degli anziani e delle persone con disabilità: il Dl Aiuti approvato dal Senato non ha tenuto minimamente conto degli emendamenti che prevedevano sostegni anche agli enti di un Terzo settore nei fatti dimenticato, di fronte a perdite che supereranno il mezzo miliardo sugli ultimi tre esercizi alla luce di rincari devastanti dopo due anni di emergenza sanitaria. Viene ignorato da questo Governo il grido d’allarme di un comparto fondamentale, da cui dipende la salute e la sopravvivenza dei nostri anziani, delle persone con disabilità e non autosufficienti”.  

Così Patrizia Baffi, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Sanità di Regione Lombardia. 

“Così come le imprese, anche le realtà non profit pagano un prezzo altissimo con la crisi energetica ma è chiaro che non possono rivalersi e rientrare facendo pesare l’aumento dei costi sui clienti – continua Patrizia Baffi -.Se un Dl Aiuti che non prevede nulla a favore di RSA e servizi per anziani e disabili e altre fragilità in questo momento storico significa che evidentemente questo Governo non ha idea di cosa sia il mondo del Terzo Settore: basti pensare che le sole 450 onlus lombarde associate ad UNEBA producono quasi 2 miliardi di fatturato”. 

“Chi porta avanti un modello incentrato sulla cura della persona rischia di chiudere i battenti – conclude Patrizia Baffi – nel momento in cui non riesce ad andare avanti con le proprie forze di fronte ai recenti rincari. Il messaggio è davvero grave: in questo modo si lasciano indietro le persone che soffrono e che al contrario avrebbero bisogno di sostegno concreto. Le conseguenze di tutto questo, inoltre, rischiano di essere devastanti per tante famiglie in questo periodo già molto difficile in caso di inevitabili aumenti delle rette”.  

Secondo un’indagine realizzata da UNEBA, si stimano perdite di 10 euro per ogni giornata di degenza di un ospite, situazione anche peggiore per i centri diurni. Per gli enti Uneba Lombardia, la prima stima è di 160 mila euro di perdita media per ciascun servizio sociosanitari per anziani e disabili. Le cause sono da individuare nell’aumento dell’energia, nell’inflazione che aumenta il costo di tutto il resto, nell’aumento del costo del lavoro. I primi dati dalla Lombardia indicano addirittura un aumento dell’11,74% dei “costi misti” a bilancio nel confronto tra 2022 e 2021. 

Milano, 14 settembre 2022


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