Aggiornamento del 2,5% della quota SSN con 40 milioni da Regione Lombardia è segnale di attenzione a cui devono seguire interventi strutturali del Governo

Pubblicato da Patrizia Baffi il

“I circa 40 milioni stanziati con recente DGR da Regione Lombardia per la rete delle unità di offerta sociosanitarie residenziali e semiresidenziali e domiciliari per persone anziane e per persone con disabilità garantiscono l’adeguamento delle quote del SSN nella misura del 2,5% su base annua: non è evidentemente la soluzione ad ogni problema, ma è certamente un ottimo segnale di attenzione alle strutture che rischiano di dover chiudere i battenti e alle famiglie sulle quali spesso finiscono per essere caricati i costi. Di fronte a difficoltà congiunturali enormi, sarebbe ovviamente determinante un sostegno più strutturale anche nell’ambito delle risorse previste dal PNRR, con un cambio di passo rispetto ad un recente passato caratterizzato da un sostanziale disinteresse per un comparto fondamentale nell’assistenza alle persone non autosufficienti”.

Così Patrizia Baffi, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia, commenta la DGR con cui Regione Lombardia ha destinato 39,2 milioni di euro per incrementare del 2,5 per cento su base annua, a partire dal mese di aprile 2022, le quote sanitarie riconosciute alla rete delle unità di offerta sociosanitarie, residenziali e semiresidenziali per disabili e anziani (RSA, Residenza sanitaria Assistenziale, RSD, Residenza sanitaria disabili, CSS-Comunità alloggio socio-sanitarie, CDD-Centro Diurno Disabili, CDI-Centri Diurni Integrati), ai servizi di Consultori, Palliative residenziali e domiciliari, Post acuta, Riabilitazione e Servizio Residenziale Terapeutico-Riabilitativo a media intensità per minori (SRM) e all’Assistenza domiciliare integrata ADI.

Quello di oggi è un intervento strutturale significativo – continua Patrizia Baffi – così come quelli realizzati nel 2020 e nel 2021 con le DGR 3782 e 5340, che avevano incrementato la quota sanitaria rispettivamente del 2,5% e del 3,7%: se pensiamo all’Alzheimer, per esempio, la quota sanitaria nel 2019 era pari a 52 euro mentre oggi è pari a 55,30 euro, a cui si aggiunge ora l’ulteriore adeguamento del 2,5%. Non si risolve tutto, ma erano adeguamenti richiesti da un decennio che durante questa legislatura ho richiesto e sollecitato”.

I rincari energetici, gli aumenti dei costi del personale e di gestione – continua il Consigliere Regionale lodigiano Patrizia Baffi – rischiano di comportare perdite insostenibili e aumenti delle rette per le famiglie che potrebbero arrivare a 10, 20 euro. Dopo due anni molto difficili per le strutture socio-sanitarie, oggi è più che mai importante che il sistema degli aiuti e dei ristori abbracci anche il comparto socio-sanitario. Nel 2021 la pandemia aveva portato a perdite stimate in circa 300mila euro a struttura, ma erano stati messi in campo strumenti compensativi; oggi, a fronte di perdite stimate in circa 160mila euro a struttura, non sono ancora stati previsti tali strumenti a livello nazionale, in un contesto in cui il supporto è rivolto solo a imprese e attività energivore. RSA, RSD, CDD e tutte le realtà del comparto socio-sanitario devono poter contare su aiuti adeguati”.

In allegato la Dgr 6991

Milano, 18 ottobre 2022


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